Thor - il film

Orbene, qualche riga veloce sulle avventure Asgardiane del dio del tuono in salsa Marvel-Shakespeariana. Thor è un film difficile da inquadrare, da un lato la materia più “lofty” rispetto ai soliti giustizieri in maschera e la presenza di Branagh al timone induce alcuni a porre la barra delle aspettative forse a livelli un po’ troppo alti. Questo problema, dopo un minimo di ponderazione a freddo, dovrebbe essere messo da parte, in quanto anche il materiale di origine, vale a dire la serie a fumetti di Thor, è raramente stata una “punta di sfondamento” dell’arsenale Marvel. Se si tratta di temi e storie sconvolgenti, provocatorie o mirate a far riflettere, i vari cicli di Devil, X-Men e a tratti Spider-Man, sono di certo filoni meglio predisposti a trattare questo tema. Insomma, Thor non si muove quasi mai nella cerchia delle produzioni ambiziose come potrebbero essere Watchmen, V for Vendetta, il Batman di Chris Nolan e gli altri presunti pezzi da novanta del cosmo cinematografico-fumettistico. Thor, di base è sempre stato un misto di sense of wonder e azione, di epica vecchio stile con a tratti un pizzico di autoironia, che spesso e volentieri non ha paura di sfociare anche nei toni favolistici puri e semplici. E tutto sommato questa è la formula che ritroviamo, pari pari, anche nella pellicola, che probabilmente può ambire a proclamarsi la più fedele e aderente, almeno nello spirito, al materiale originale di ispirazione.
Trama e caratterizzazioni sono lineari e oneste (anzi, nel caso del trittico asgardiano mi sento di dire che le interpretazioni sono anche di qualità molto buona; Hopkins nei panni di Odino non può fallire; Hiddleston interpreta Loki da dio, se mi si permette il pessimo gioco di parole, in certi momenti ha perfino qualche eco del miglior Michael Emerson/Benjamin Linus; perfino Hemsworth come Thor, da molti bistrattato come poco espressivo, secondo me è invece molto funzionale, se si tiene conto che il personaggio che interpreta non è noto per le sue sfaccettature o i suoi momenti intimistici… mentalità e psicologia del dio del tuono sono abbastanza elementari!)
Ottimo lavoro infine per la raffigurazione degli scenari Asgardiani, ispirati e affascinanti (avrei qualche dubbio sul ponte dell’Arcobaleno raffigurato come una sorta di mega cannone a ioni che ti spara sul mondo di destinazione, ma vabbè!)
Un po’ di pecche tuttavia ci sono, che non impediscono al film di essere godibile, ma non gli permettono di diventare una pellicola “fulminante” come fu il primo Iron Man, ad esempio. La prima, a livello di stile, è una certa “fretta”. Credo che certi momenti, come ad esempio il momento in cui Thor riesce a tornare a brandire il martello e si ritrasforma nel dio del tuono vero e proprio, o anche quello in cui Loki rivela la portata delle sue ambizioni e i suoi piani, si dovessero girare prendendosi qualche minuto di calma in più per farne dei momenti iconici, mentre invece sono abbastanza tirati via in mezzo alla frenesia degli eventi. Magari anche una colonna sonora un po’ più potente (continuo a pensare che Zimmer per questo film sarebbe stato perfetto… anche se ammetto che ormai io Zimmer lo metterei dappertutto!). Inoltre, anche il montaggio in parallelo tra splendori e grandezze del mondo asgardiano e minimalismo del paesino di periferia del New Mexico avrebbe potuto essere sfruttato con un po’ di arguzia e di stile in più, magari con qualche rimando visivo o elemento di collegamento nei momenti di transizione da una scena all’altra.
Da geek appassionato della serie a fumetti originale, poi, qualche perplessità minore su certe scelte di adattamento ci sarebbe, prima tra tutte quella ridurre Sif a una semplice compagna di scorribande e di avventure asgardiane, quando invece è la promessa sposa e compagna ufficiale di Thor. Capisco che la storia d’amore principale doveva essere tra Thor e la Foster (a proposito, se al posto della Portman c’era la donna delle pulizie del mio palazzo, probabilmente non avrebbe fatto differenza, con tutto il rispetto per la Portman, che aveva poca voglia e anche poco materiale rilevante su cui lavorare), ma almeno un paio di accenni alla cosa forse dovevano esserci. Specialmente nel finale, mi ha colpito una scena in cui Sif discute di Thor con Frigga, che le dice amabilmente “Eh, sai, continua a pensare a lei”, e Sif non batte ciglio, quando invece dovrebbe tirare giù il palazzo di Asgard a pugni a quelle parole. Considerato che nella storia non ha nessuna funzione in particolare diversa da quella dei Tre Guerrieri (tre macchiette, ma del resto anche nei fumetti originali) forse era meglio non introdurla affatto e lasciare il personaggio per un uso più consono in un potenziale sequel, come è stato saggiamente scelto per l’altro grande assente del pantheon asgardiano, Balder.
In conclusione: due ore in allegria in compagnia di un buon prodotto artigianale che fa il suo dovere senza scivoloni e grossi errori, che magari per giocare sul sicuro non azzarda mai un po’ non riuscendo a lasciare il segno con qualcosa di particolarmente memorabile.
Trama e caratterizzazioni sono lineari e oneste (anzi, nel caso del trittico asgardiano mi sento di dire che le interpretazioni sono anche di qualità molto buona; Hopkins nei panni di Odino non può fallire; Hiddleston interpreta Loki da dio, se mi si permette il pessimo gioco di parole, in certi momenti ha perfino qualche eco del miglior Michael Emerson/Benjamin Linus; perfino Hemsworth come Thor, da molti bistrattato come poco espressivo, secondo me è invece molto funzionale, se si tiene conto che il personaggio che interpreta non è noto per le sue sfaccettature o i suoi momenti intimistici… mentalità e psicologia del dio del tuono sono abbastanza elementari!)
Ottimo lavoro infine per la raffigurazione degli scenari Asgardiani, ispirati e affascinanti (avrei qualche dubbio sul ponte dell’Arcobaleno raffigurato come una sorta di mega cannone a ioni che ti spara sul mondo di destinazione, ma vabbè!)
Un po’ di pecche tuttavia ci sono, che non impediscono al film di essere godibile, ma non gli permettono di diventare una pellicola “fulminante” come fu il primo Iron Man, ad esempio. La prima, a livello di stile, è una certa “fretta”. Credo che certi momenti, come ad esempio il momento in cui Thor riesce a tornare a brandire il martello e si ritrasforma nel dio del tuono vero e proprio, o anche quello in cui Loki rivela la portata delle sue ambizioni e i suoi piani, si dovessero girare prendendosi qualche minuto di calma in più per farne dei momenti iconici, mentre invece sono abbastanza tirati via in mezzo alla frenesia degli eventi. Magari anche una colonna sonora un po’ più potente (continuo a pensare che Zimmer per questo film sarebbe stato perfetto… anche se ammetto che ormai io Zimmer lo metterei dappertutto!). Inoltre, anche il montaggio in parallelo tra splendori e grandezze del mondo asgardiano e minimalismo del paesino di periferia del New Mexico avrebbe potuto essere sfruttato con un po’ di arguzia e di stile in più, magari con qualche rimando visivo o elemento di collegamento nei momenti di transizione da una scena all’altra.
Da geek appassionato della serie a fumetti originale, poi, qualche perplessità minore su certe scelte di adattamento ci sarebbe, prima tra tutte quella ridurre Sif a una semplice compagna di scorribande e di avventure asgardiane, quando invece è la promessa sposa e compagna ufficiale di Thor. Capisco che la storia d’amore principale doveva essere tra Thor e la Foster (a proposito, se al posto della Portman c’era la donna delle pulizie del mio palazzo, probabilmente non avrebbe fatto differenza, con tutto il rispetto per la Portman, che aveva poca voglia e anche poco materiale rilevante su cui lavorare), ma almeno un paio di accenni alla cosa forse dovevano esserci. Specialmente nel finale, mi ha colpito una scena in cui Sif discute di Thor con Frigga, che le dice amabilmente “Eh, sai, continua a pensare a lei”, e Sif non batte ciglio, quando invece dovrebbe tirare giù il palazzo di Asgard a pugni a quelle parole. Considerato che nella storia non ha nessuna funzione in particolare diversa da quella dei Tre Guerrieri (tre macchiette, ma del resto anche nei fumetti originali) forse era meglio non introdurla affatto e lasciare il personaggio per un uso più consono in un potenziale sequel, come è stato saggiamente scelto per l’altro grande assente del pantheon asgardiano, Balder.
In conclusione: due ore in allegria in compagnia di un buon prodotto artigianale che fa il suo dovere senza scivoloni e grossi errori, che magari per giocare sul sicuro non azzarda mai un po’ non riuscendo a lasciare il segno con qualcosa di particolarmente memorabile.
PS: ultima nota tecnica, peraltro applicabile al 95% dei film di questi ultimi due anni: 3D assolutamente superfluo, se ne sarebbe fatto assai volentieri a meno. Anzi, arrivo a dire che in certi punti è addirittura di ostacolo per godersi gli scenari asgardiani come si dovrebbe, ma forse è solo colpa degli occhialini lerci che ti rifilano…
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Ultimo aggiornamento (Martedì 03 Maggio 2011 15:14)



